Più alimenti ultra-processati, più rischio di cancro alla prostata?

Alimenti ultra-processati e cancro alla prostata: esploso di un panino con ingredienti e componenti evidenziati

Pizza surgelata, snack confezionati, bevande zuccherate, prodotti pronti: una nuova analisi pubblicata il 7 agosto 2026 su The American Journal of Medicine, ha trovato un’associazione tra il consumo di alimenti ultra-processati e il rischio di cancro alla prostata. Negli uomini che ne consumavano di più, il rischio risultava superiore di circa il 27-34% rispetto a quelli con i consumi più bassi.

I ricercatori della Florida Atlantic University guidati da Charles Hennekens hanno esaminato i dati di 17.024 uomini adulti che hanno partecipato, tra il 2003 e il 2023, al National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES). Quest’ultimo è un programma di ricerca condotto dal National Center for Health Statistics (NCHS), che, combinando interviste, esami fisici e test di laboratorio, valuta lo stato di salute e nutrizionale di adulti e bambini negli Stati Uniti, e ne monitora i cambiamenti nel tempo.

I ricercatori hanno stimato la quantità consumata di alimenti ultra-processati, classificati secondo il sistema NOVA, attraverso due richiami alimentari delle 24 ore e hanno confrontato gli uomini in base alla quota di calorie giornaliere proveniente da questi prodotti.

Il legame tra ultra-processati e cancro alla prostata è assodato?

Lo studio è osservazionale e trasversale. Significa che ha rilevato un’associazione tra consumo di alimenti ultra-processati e presenza di cancro alla prostata, ma non può dimostrare che siano stati proprio questi alimenti a provocare l’aumento del rischio.

Inoltre, la diagnosi di tumore era basata sulle informazioni autoriferite dai partecipanti e il consumo alimentare era ricostruito sulla base di appena due giornate alimentari. Mancavano anche alcuni possibili fattori di confondimento, come la familiarità per il tumore della prostata, la frequenza degli screening con PSA e l’attività fisica.

E il microbiota?

Additivi come emulsionanti e dolcificanti possono alterare il microbiota e favorire un’infiammazione cronica di basso grado. Ne avevamo già parlato a proposito di alimenti ultra-processati e malattie infiammatorie intestinali.

È un meccanismo biologicamente plausibile anche per il cancro alla prostata, ma non è stato studiato direttamente in questa ricerca. Gli autori non hanno misurato microbiota, marcatori infiammatori o altri indicatori che permettessero di collegare direttamente gli alimenti ultra-processati al tumore attraverso questo meccanismo.

Il messaggio, quindi, non è che un alimento ultra-processato faccia venire il cancro alla prostata. È piuttosto un altro segnale che si aggiunge alle evidenze sui possibili effetti di un consumo elevato e abituale di questi prodotti.

Ridurre snack confezionati, bevande zuccherate e altri alimenti ultra-processati, lasciando più spazio ad alimenti freschi o poco trasformati, resta una scelta coerente con le raccomandazioni generali per una dieta sana. Ma questo studio, da solo, non dimostra che ciò basti a prevenire il cancro alla prostata.

Fonte

Scott H, Willett Y, Dunn J, Dye TD, Hennekens CH. Consumption of ultra-processed foods and increased risks of prostate cancer in a random sample of United States adults. The American Journal of Medicine. Pubblicato online il 7 agosto 2026. DOI: 10.1016/j.amjmed.2026.07.043


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