
Otto millimetri di mercurio in meno di pressione sistolica. In venti giorni, con due gocce (50 µL) di olio di menta piperita disciolte in 100 ml di acqua, due volte al giorno. È il risultato di un trial randomizzato controllato con placebo pubblicato ad aprile 2026 su PLOS ONE da un gruppo dell’Università del Lancashire, che ha misurato per la prima volta gli effetti di olio di menta piperita e pressione arteriosa in persone con pre-ipertensione o ipertensione di stadio 1 (Sinclair et al., 2026, PLOS ONE).
Quaranta adulti tra i 18 e i 65 anni, non trattati con farmaci antipertensivi, sono stati assegnati in modo casuale a due gruppi. Un gruppo ha ricevuto 50 microlitri di olio di menta piperita diluiti in 100 ml di acqua, mattina e sera. L’altro un placebo aromatizzato alla menta, identico nell’aspetto e nel gusto, ma privo di olio di menta piperita e mentolo..
Olio di menta piperita e pressione arteriosa: cosa mostra lo studio
Dopo venti giorni, la pressione sistolica del gruppo che assumeva olio di menta piperita è scesa da una media di 130 a 122 mmHg. Nel gruppo placebo era rimasta praticamente invariata, da 130,93 a 131,05 mmHg.
La differenza corretta tra i due gruppi è di 8,48 mmHg, con un intervallo di confidenza al 95% tra 2,73 e 14,24. La dimensione dell’effetto è ampia (d = 0,94).
Anche la pressione diastolica è diminuita in modo significativo, di 4,57 mmHg rispetto al placebo. Lo stesso vale per la frequenza cardiaca a riposo, scesa di 8,92 battiti al minuto.
Gli autori ipotizzano un ruolo del mentolo, uno dei principali costituenti della menta piperita. Il mentolo può attivare i canali TRPM8 e, secondo il meccanismo proposto, favorire processi associati alla vasodilatazione e alla produzione di ossido nitrico. Si tratta però di un’interpretazione meccanicistica: lo studio non ha misurato né l’ossido nitrico né altri marcatori della funzione endoteliale.
Cosa non è cambiato
Peso corporeo, composizione corporea, colesterolo, trigliceridi, glicemia, qualità del sonno e sintomi ansiosi non hanno mostrato differenze significative tra i due gruppi. Lo studio non era però dimensionato per rilevare effetti su questi parametri secondari. E venti giorni sono pochi per osservare cambiamenti che richiedono in genere un’esposizione più lunga.
I limiti da tenere presenti
Il campione è piccolo: dei 40 partecipanti inizialmente randomizzati, 18 hanno completato il follow-up nel gruppo menta e 20 nel gruppo placebo. Lo studio è quindi adatto a fornire un primo segnale, ma non a stabilire l’efficacia dell’olio di menta piperita come trattamento della pressione elevata.
La pressione è stata misurata in laboratorio con tre rilevazioni consecutive, utilizzando la media delle ultime due. Non è stato utilizzato il monitoraggio pressorio delle 24 ore. Gli stessi autori osservano quindi che non è possibile stabilire quanto il risultato rifletta l’andamento della pressione nell’arco dell’intera giornata o escludere completamente un effetto “camice bianco”, legato alla misurazione in ambiente clinico.
Il meccanismo proposto resta un’ipotesi: lo studio non ha misurato marcatori come l’ossido nitrico o la funzione endoteliale. Ed è comunque il primo trial nel suo genere su questa popolazione: manca ancora una replica indipendente.
Anche la durata è un limite: 20 giorni permettono di valutare una risposta a breve termine, ma non dicono se la riduzione della pressione possa mantenersi nel tempo. Servono studi più ampi e di maggiore durata per verificare la riproducibilità del risultato.
Sul fronte della sicurezza, i segnali sono buoni. Un solo evento avverso, lieve, legato al gusto della menta non gradito da un partecipante. L’aderenza al trattamento è stata del 93%. Il costo, meno di 10 sterline (circa 12 euro) per 15 ml di olio, resta contenuto.
Olio di menta piperita e pressione arteriosa: conclusioni
In questo trial, l’olio di menta piperita è stato associato a una riduzione della pressione sistolica rispetto al placebo dopo 20 giorni.
Pochi effetti collaterali noti, spesa minima. Ma il campione è piccolo e il follow-up breve. Non sappiamo se l’effetto sia duraturo, quanto sia generalizzabile a persone con ipertensione più marcata o altre condizioni di salute e quale sia il meccanismo responsabile.
Il risultato è quindi interessante, ma ancora preliminare. Prima di considerare olio di menta piperita e pressione arteriosa una combinazione da consigliare come opzione consolidata serviranno trial più ampi e di più lunga durata. Non basatevi sui risultati di questo studio per interrompere la vostra terapia con antipertensivi. La loro storia, dai salassi alle polipillole di oggi, è raccontata in un altro articolo di AlchimiaBlog.
Fonte
Sinclair, J., Sant, B., Du, X., Shadwell, G., Dillon, S., Butters, B., & Bottoms, L. (2026). Effects of peppermint (Mentha × piperita L.) oil on cardiometabolic outcomes in patients with pre- and stage 1 hypertension: A placebo randomized controlled trial. PLOS ONE, 21(4), e0344538. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0344538.
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