
Conoscete le capesante? Sono molluschi bivalvi molto pregiati, dal sapore dolce e delicato. Ma oltre a essere apprezzate in cucina, potrebbero contenere una sostanza interessante anche per il nostro cervello.
Le membrane cellulari delle capesante sono particolarmente ricche di plasmalogeni. Si tratta di una particolare classe di fosfolipidi che si trova anche nelle membrane delle nostre cellule.
I plasmalogeni sono presenti in quantità significative soprattutto nel tessuto nervoso. Con l’avanzare dell’età, i livelli di plasmalogeni nell’organismo tendono a diminuire. Alcune ricerche hanno evidenziato una possibile associazione tra questa riduzione ed alcune condizioni neurodegenerative e di declino cognitivo. Si tratta di ricerche che si inseriscono nel filone degli studi che testano molecole naturali capaci di prevenire la degenerazione neuronale, come, per esempio, l’acido alfa-lipoico.
Lo studio giapponese sulle capesante
Un trial giapponese, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, è stato pubblicato recentemente su Frontiers in Nutrition. Lo studio ha voluto verificare se l’assunzione di plasmalogeni derivati dalle capesante potesse influenzare alcune funzioni cognitive. L’attenzione si è concentrata sulla memoria verbale, cioè la capacità di ricordare e utilizzare parole e informazioni apprese attraverso il linguaggio, sia parlato sia scritto.
68 adulti di almeno 40 anni, con una memoria verbale al di sotto della media, hanno assunto per 12 settimane 1 mg al giorno di plasmalogeni oppure un placebo, senza sapere quale dei due stessero ricevendo.
Al termine dello studio, chi aveva assunto i plasmalogeni ha ottenuto un miglioramento significativamente maggiore nei test di memoria verbale, con una differenza stimata di 10,1 punti nel punteggio standardizzato rispetto al placebo. Sono stati osservati anche alcuni segnali positivi sull’attenzione, ma questi risultati sono ancora da considerare esplorativi.
Un risultato interessante, ma da interpretare con prudenza. Lo studio ha coinvolto soltanto 68 persone, appartenenti a una popolazione specifica, ed è durato appena 12 settimane. Non sappiamo quindi se il beneficio possa essere confermato in gruppi più numerosi, se sia duraturo o se abbia un reale significato nella prevenzione del declino cognitivo.
Per ora, le capesante restano soprattutto una prelibatezza. Ma i loro plasmalogeni potrebbero rappresentare un nuovo tassello nello studio del rapporto tra alimentazione, membrane cellulari e salute del cervello.
Fonte: Fukuchi, M., Tanaka, M., Nagata, M., Takara, T., & Sasuga, Y. (2026). Orally administered scallop-derived plasmalogens improve cognitive function in healthy middle-aged and older adults: a randomized, double-blind, placebo-controlled trial. Frontiers in Nutrition, 13, 1906996. https://doi.org/10.3389/fnut.2026.1906996
Pubblicità



