Una pillola placebo capace di migliorare la memoria (anche quando sai che è un placebo)

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Compresse e capsule di vari colori fuoriescono da un flacone - simboleggia gli effetti di un placebo
Image by Jan from Pixabay

Un placebo ci ricorda che esiste un confine sempre molto sottile tra ciò che la nostra mente crede ed il modo in cui il nostro corpo risponde.

Un nuovo studio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, pubblicato sull’International Journal of Clinical and Health Psychology (giugno 2026), lo illustra in modo sorprendente. 90 anziani sani hanno ricevuto per tre settimane una pillola completamente inerte, e molti di loro hanno mostrato miglioramenti reali in memoria, performance fisica e livelli di stress.

La metodica dello studio

Lo studio ha suddiviso i partecipanti in tre gruppi.

  • Un primo gruppo di controllo senza alcuna somministrazione;
  • un secondo gruppo a cui il placebo è stato somministrato come “integratore multivitaminico attivo” (placebo “ingannevole”);
  • ed infine un terzo gruppo, quello più interessante, in cui i partecipanti sapevano perfettamente di stare assumendo un placebo. Tuttavia veniva loro spiegato che le pillole inerti possono comunque attivare risposte mente-corpo positive. È il cosiddetto open-label placebo, o placebo in aperto.

I sorprendenti risultati del placebo

I risultati dopo tre settimane: la performance fisica è aumentata del 7% nel gruppo “placebo ingannevole” e del 9,2% in quello aperto. I guadagni cognitivi, a seconda del test, hanno oscillato tra il 6,9% e il 21,5% nel gruppo open-label.

Lo stress percepito si è ridotto in misura più marcata proprio tra chi era pienamente consapevole di assumere una sostanza inerte.

Il prof. Francesco Pagnini, responsabile dello studio, ha sottolineato come questi effetti siano paragonabili a quelli osservati in alcuni programmi di esercizio fisico o training cognitivo mirati.

La mente modella il corpo

Questi risultati evidenziano il potente ruolo giocato da aspettative, contesto e narrazione nelle interazioni mente-corpo nell’ambito dei processi di invecchiamento, senza che sia necessario l’intervento di alcun principio attivo farmacologico.

La mente è quindi capace di modellare il corpo attivando processi fisiologici reali.

Lo studio è preliminare, con un campione limitato, e gli stessi autori invitano alla cautela prima di generalizzare. Ma apre prospettive eticamente molto più sostenibili rispetto al placebo tradizionale: non c’è inganno, non c’è omissione, eppure l’effetto persiste, e in alcuni casi risulta persino superiore.

Fonte: Barbiani D., Antonietti A., Pagnini F. — Int J Clin Health Psychol, 2026 https://doi.org/10.1016/j.ijchp.2026.100673


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