
Per cinquant’anni quasi sconosciuta al di fuori dei Paesi dell’Est Europa, poi una seconda vita nei laboratori di mezzo mondo. La citisina è oggi una delle storie più affascinanti e concrete della ricerca sul tabagismo.
- L’alcaloide del maggiociondolo
- Nome in codice: Tabex
- Come funziona la citisina: un inganno al cervello
- In Italia la citisina (Recigar) sarà rimborsata dal SSN dalla primavera 2026
- Come si usa la citisina: lo schema dei 25 giorni
- Effetti collaterali della citisina
- La citisina è stata inclusa nella Lista dei Medicinali Essenziali dell’OMS
- Le prospettive della ricerca
- Se vuoi smettere di fumare…
- Riferimenti bibliografici
L’alcaloide del maggiociondolo
C’è un albero che in primavera si copre di grappoli gialli così intensi da sembrare dipinti. È il maggiociondolo, nome botanico Laburnum anagyroides Medicus (spesso noto anche con il sinonimo Cytisus laburnum L.), ed è uno spettacolo comune nei giardini e nei parchi di mezza Europa. È bello da vedere, ma è anche velenoso: i suoi semi contengono infatti una sostanza chiamata citisina. Si tratta di un alcaloide vegetale utilizzato da oltre 50 anni nei Paesi dell’Europa orientale per il trattamento della dipendenza da nicotina, molto tempo prima che la scienza occidentale si accorgesse di lei.
Oggi la citisina, o citisiniclina, nella sua formulazione più studiata di recente, è al centro di trial clinici pubblicati su JAMA, compare nella Lista dei Medicinali Essenziali dell’OMS, ed è stata appena approvata per la rimborsabilità dal Servizio Sanitario Nazionale italiano. Una storia davvero affascinante nella storia della lotta al tabagismo.

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Nome in codice: Tabex
La storia moderna della citisina inizia ufficialmente in Bulgaria nel 1964, quando fu sintetizzata e commercializzata come farmaco antifumo dall’azienda Sopharma con il nome di Tabex. Ma le radici sono ancora più antiche: durante la Seconda Guerra Mondiale, soldati tedeschi e russi fumavano le foglie del maggiociondolo come sostituto economico del tabacco introvabile. Non era un rimedio raffinato, ma funzionava abbastanza da diventare un’abitudine.
Fu però la trasformazione in prodotto farmaceutico nel 1964 a segnare l’inizio della sua vera diffusione, soprattutto all’interno del blocco sovietico, dove la citisina rimase per decenni l’unico trattamento farmacologico disponibile per la dipendenza da nicotina.
In Russia circolava come «tabacco falso»; negli anni Novanta si sperimentarono persino formulazioni in film buccali.
Un secondo capitolo importante si è scritto in Polonia, dove l’uso clinico della citisina è documentato da oltre cinquant’anni e il primo studio in lingua inglese risale al 1976. Qui, il farmaco è noto con il nome commerciale Desmoxan, introdotto nel 2012. Il suo impatto è stato così significativo da essere indicato come uno dei fattori chiave nella riduzione del numero di fumatori nel paese. La sua vendita come farmaco da banco ha ulteriormente allargato l’accesso.
Perché l’Occidente lo ha ignorato?
Le ragioni dell’invisibilità della citisina in Occidente sono molteplici, e nessuna particolarmente “gloriosa”.
La Guerra Fredda aveva eretto barriere non solo politiche ma anche scientifiche: la ricerca condotta nell’Europa orientale era quasi inaccessibile in Occidente, spesso pubblicata in lingue diverse dall’inglese e su riviste che i grandi database biomedici ignoravano.
Ma c’era anche un problema strutturale: la citisina è una molecola di origine naturale, non brevettabile. Per le grandi aziende farmaceutiche occidentali, investire nello sviluppo clinico di un composto che chiunque avrebbe potuto produrre non era un affare. Erano invece molto più interessate a sviluppare molecole simili ma brevettabili, come la vareniclina, commercializzata come Champix a partire dal 2006, che garantivano rendimenti economici certi.
Il basso costo della citisina, un vantaggio enorme per i sistemi sanitari pubblici, era un deterrente per il business.
Come funziona la citisina: un inganno al cervello

Yikrazuul, Public domain, via Wikimedia Commons
Per capire perché la citisina funziona, bisogna capire brevemente come funziona la dipendenza dal fumo.
Ogni tiro di sigaretta inonda il cervello di nicotina, che si lega a specifici recettori, tecnicamente i recettori nicotinici dell’acetilcolina, in particolare il sottotipo α4β2, e scatena una piccola cascata di dopamina. Piacere, rilassamento, sollievo. Il cervello impara in fretta e pretende di replicare quell’esperienza.
La citisina si lega agli stessi recettori della nicotina, ma non li attiva con la stessa forza. È quello che i farmacologi chiamano agonista parziale: stimola abbastanza da tenere a bada i sintomi dell’astinenza (irritabilità, ansia, desiderio irresistibile) ma non abbastanza da produrre il piacere pieno. E siccome ne occupa i recettori, la nicotina vera, quella della sigaretta, ha un effetto molto meno gratificante.
Citisina e Vareniclina (Champix) hanno lo stesso meccanismo
Il meccanismo è identico a quello della vareniclina (Champix), ma la molecola è di origine vegetale e costa una frazione del prezzo. Un ciclo completo di trattamento con citisina costa tra 21 e 75 euro; la vareniclina è significativamente più costosa. Un’analisi economica ha dimostrato che la citisina è più conveniente della vareniclina in oltre il 90% delle simulazioni, producendo più anni di vita aggiustati per la qualità a un costo inferiore.
Gli studi occidentali
Quando la comunità scientifica occidentale ha finalmente prestato attenzione ai dati provenienti dall’Est, sono stati avviati trial clinici secondo standard rigorosi, randomizzati, controllati con placebo, con verifica biologica dell’astinenza.
Nel 2023, il trial ORCA-2, pubblicato su JAMA, ha rappresentato un punto di svolta. Lo studio, coordinato da Nancy Rigotti al Massachusetts General Hospital, ha coinvolto oltre 800 fumatori e ha dimostrato che la citisiniclina era significativamente più efficace del placebo nel favorire l’astinenza dal fumo.
A conferma, nel 2025 è arrivato il trial ORCA-3, pubblicato su JAMA Internal Medicine, che ha coinvolto 792 fumatori (età media 52 anni, numero medio di sigarette giornaliere 20,4) confrontando tre gruppi: citisiniclina per 12 settimane, citisiniclina per 6 settimane e placebo. I risultati sono stati netti: nel gruppo trattato per 12 settimane, il 30,3% dei partecipanti era astinente (cioè non aveva ripreso a fumare) alla fine del trattamento, contro il 9,4% del placebo. Anche l’astinenza (cioè la percentuale di soggetti che non aveva ripreso a fumare) continuata fino a 24 settimane ha mostrato differenze marcate: 20,5% nel gruppo 12 settimane contro 4,2% nel placebo.
Questi risultati hanno spinto l’azienda Achieve Life Sciences a presentare una New Drug Application alla FDA per la citisiniclina. La FDA ha accettato la domanda, fissando una data obiettivo al 20 giugno 2026. La domanda si basa su un programma clinico che ha coinvolto oltre 2.000 partecipanti.
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In Italia la citisina (Recigar) sarà rimborsata dal SSN dalla primavera 2026
La notizia è del 15 dicembre 2025: con la delibera del Consiglio di Amministrazione dell’AIFA, il farmaco Recigar, a base di citisina, sarà rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale. Il lancio è previsto per la primavera 2026. Con circa 11 milioni di fumatori in Italia, è una decisione che ha un peso concreto.
Il trattamento non sarà prescrivibile dal medico di base come una comune ricetta. Per accedervi bisognerà rivolgersi ai Centri Antifumo accreditati presenti sul territorio nazionale, in modo che la terapia farmacologica venga integrata con in percorso di supporto psicologico e follow-up.
Come si usa la citisina: lo schema dei 25 giorni
Recigar viene somministrato in compresse da 1,5 mg. Il ciclo standard dura 25 giorni e segue uno schema decrescente: si parte con dosi più alte (fino a sei compresse al giorno nelle prime 72 ore) e si scala progressivamente, arrivando a una o due compresse nelle fasi finali. Una confezione da 100 compresse copre l’intero trattamento.
| Giorni | Compresse/giorno | Frequenza indicativa |
|---|---|---|
| Giorni 1–3 | 6 compresse | Una ogni ~2 ore |
| Giorni 4–12 | 5 compresse | Una ogni 2,5–3 ore |
| Giorni 13–16 | 4 compresse | Distribuite nella giornata |
| Giorni 17–20 | 3 compresse | Distribuite nella giornata |
| Giorni 21–25 | 1–2 compresse | Scalaggio finale |
Regola fondamentale: entro il quinto giorno dall’inizio del trattamento si deve smettere completamente di fumare. Nei primi giorni è normale ridurre gradualmente (il farmaco aiuta a rendere meno soddisfacente ogni tiro) ma il giorno dello stop va scelto prima di cominciare e va assolutamente rispettato.
Per chi non tollerasse bene le dosi iniziali elevate, i medici dei Centri Antifumo possono optare per uno schema a «induzione graduale», che parte con dosi basse e sale lentamente. In casi selezionati il trattamento può essere esteso fino a 40 giorni.
Le informazioni posologiche qui riportate hanno scopo puramente divulgativo e non intendono sostituirsi al parere del tuo medico. Ricorda che la prescrivibilità SSN del Recigar è possibile solo nei Centri Antifumo, nell’ambito di un percorso strutturato di cessazione tabagica, e non attraverso il medico di base o la farmacia.
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Effetti collaterali della citisina
La citisina ha una reputazione di buona tollerabilità, e i dati la confermano. I problemi più comuni riguardano meno del 10% dei pazienti nei trial più rigorosi:
- Disturbi gastrointestinali (nausea, vomito, fastidio allo stomaco)
- Mal di testa
- Insonnia o disturbi del sonno
- Irritabilità o capogiri, spesso sovrapponibili ai sintomi dell’astinenza stessa
Nello studio italiano di Tinghino e colleghi (2024), condotto in contesto ambulatoriale reale, solo il 4,4% dei pazienti ha riportato effetti indesiderati, contro il 20% circa osservato con vareniclina. L’interruzione del trattamento per intolleranza è rara: tra l’1 e il 4% nei principali studi.
Non sono stati riportati eventi gravi imputabili al farmaco nei trial recenti.
Le controindicazioni principali riguardano gravidanza, allattamento, gravi compromissioni renali o epatiche e alcune condizioni cardiache, tutti dettagli che il medico del Centro Antifumo valuterà in sede di visita.
La citisina è stata inclusa nella Lista dei Medicinali Essenziali dell’OMS
Nel 2025, l’inclusione della citisina nella Lista Modello dei Medicinali Essenziali dell’OMS ha avuto una fortissima risonanza. Quell’elenco è la bussola con cui i sistemi sanitari dei Paesi a basso e medio reddito decidono quali farmaci acquistare e rimborsare. Essere su quella lista significa, potenzialmente, essere accessibili in luoghi del mondo dove la vareniclina o i cerotti alla nicotina costano quanto uno stipendio mensile. È il primo farmaco per la disassuefazione dal tabacco inserito in quella lista da anni.
Un commento firmato da Riccardo Polosa e altri ricercatori su iScience nel 2026 ha descritto la decisione dell’OMS come «storica»: un farmaco efficace, sicuro ed economico, disponibile finalmente in una prospettiva globale.
” Ci è voluto quasi mezzo secolo perché una medicina collaudata e salvavita per smettere di fumare sia riconosciuta nell’elenco dei farmaci essenziali dell’OMS. Questa decisione può accelerare l’accesso a un’opzione efficace e conveniente su scala demografica […] La designazione dell’elenco dei medicinali essenziali può spostare la citisina da “nota in letteratura” a “disponibile nella pratica”…
In Italia, l’AIFA ha approvato la rimborsabilità della citisina — commercializzata come Recigar — nel dicembre 2025, con piena operatività a partire da marzo 2026. Il trattamento è gratuito per il paziente nei Centri Antifumo accreditati.
L’IFO – Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma utilizza la citisina dal 2022: i risultati, pubblicati su European Review for Medical and Pharmacological Sciences nel 2025, mostrano che il 73% dei pazienti che hanno seguito correttamente la terapia ha smesso di fumare.
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Le prospettive della ricerca
Attualmente ci sono forti aspettative per la citisina. Sul fronte regolatorio, la decisione FDA prevista per giugno 2026 potrebbe aprire il mercato statunitense, privo di nuovi farmaci per la dipendenza da nicotina da quasi vent’anni.
Nell’ambito della ricerca, sono in corso studi che esplorano nuovi ambiti di applicazione:
- Pazienti con malattie cardiache: uno studio pilota ha suggerito che la citisina sia accettabile quanto la terapia sostitutiva con nicotina per la gestione della ricaduta in fumatori con patologie cardiovascolari.
- Pazienti con malattia renale cronica: trial in corso che confronta citisina e NRT in questa popolazione vulnerabile.
- Cessazione dell’abitudine alle sigarette elettroniche: studio randomizzato controllato con placebo, follow-up a 30 settimane.
- Semplificazione del regime posologico: ricerche in Nuova Zelanda suggeriscono che una singola dose più elevata (4,5 mg) potrebbe migliorare l’aderenza.
Uno studio trasversale rappresentativo condotto su oltre 11.000 adulti ha mostrato che, in quel campione, chi aveva usato citisina aveva quasi tre volte più probabilità di non fumare a tre mesi rispetto a chi aveva usato cerotti o gomme alla nicotina, e questo vantaggio reggeva anche quando si teneva conto del fatto che i due gruppi potevano differire per età e sesso.
Se vuoi smettere di fumare…

” Smettere di fumare è una delle cose più difficili che una persona possa fare. Non perché manchi la volontà, ma perché la dipendenza da nicotina è una dipendenza neurologica vera, non una questione di carattere. “
La citisina non è una soluzione magica, nessun farmaco lo è. Ma è uno strumento in più, con un meccanismo solido, prove crescenti di efficacia e un profilo di sicurezza rassicurante. Per molte persone potrebbe essere la differenza tra un altro tentativo fallito e quello che funziona davvero.
Se stai pensando di smettere, il posto da cui cominciare è il Centro Antifumo più vicino. L’elenco aggiornato è sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità . Da marzo 2026, tra le opzioni disponibili per smettere finalmente di fumare ci sarà anche questa, gratuita, per chi ne ha bisogno.
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Riferimenti bibliografici
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- AIFA — Delibera CdA 15 dicembre 2025: rimborsabilità di Recigar (citisina). https://www.aifa.gov.it/
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